mercoledì 25 novembre 2009

Cena orientale-seconda parte







 Olmai l'avlete capito, a noi piacele cucina olientale. Se continuassimo a scrivere così, non sappiamo che post ne uscirebbe fuori. Meglio allora tornare a scrivere normale. Anche perché sembra di parlare come Titti (l'uccellino) più che come un cinese.
E si! A noi la cucina orientale piace ed affascina pure. Il primo contatto è stato, come per molti, in uno dei tanti ristoranti cinesi italiani (anche se, dopo che siamo stati a Taiwan, abbiamo capito che poi tanto cinesi non sono). A Napoli di ristoranti giapponesi, se non da alcuni anni a questa parte, non se ne vedeva nemmeno l'ombra, sebbene alle falde del Fuji, o meglio...del nostro Vesuvio una certa richiesta di innovazione si sentisse già da tempo. Ma si sa, qui siamo molto legati alle tradizioni e soprattutto alla nostra cucina. Il primo approccio con la cucina giapponese è stato a Parigi in un ristorantino che si trovava proprio di fronte al nostro hotel. Una tentazione continua cui abbiamo ceduto l'ultima sera che siamo stati nella ville lumière. Abbiamo così preso confidenza con le bacchette, col sapore delle alghe nori, del wasabi. No a dire il vero col wasabi proprio no! Il suo gusto così forte e pungente non ci ha mai conquistati. Preferiamo accompagnare sushi e sashimi con la sola salsa di soia. Dopo quell'esperienza, quando è stato possibile, una capatina al giapponese l'abbiamo sempre fatta molto volentieri.
Già qualche anno fa Fabio si era lanciato nella preparazione di una cena a base di sushi e sashimi. In realtà si trattava di un "finto" sushi evitando, se non per i più coraggiosi, il pesce crudo, ed utilizzando verdure o comunque prodotti cotti.
Questa volta invece abbiamo un po' allargato il menu, e ne sono uscite fuori diverse cose carine anche per assecondare i limiti culinari di tutti...ed evitare che qualcuno si rivolgesse alla pizzeria di fronte casa nostra...

Seguendo l'ordine del menu postato nella prima parte (anche se in realtà non c'è stato un ordine preciso nel presentare le pietanze, se non per il dolce, come usano fare in Oriente, dove tutto viene portato in tavola appena pronto) proseguiamo con:







Involtini primavera
Abbiamo preferito preparne di già pronti in quanto non abbiamo trovato la pasta giusta per farli noi. Erano ottimi.

Ingredienti:
3 confezioni di involtini primavera già pronti da friggere in abbondante olio o da cuocere al forno secondo i tempi indicati sulla confezione.






Maialino in agrodolce
La nostra amica Rosaria ha invece praparato un ottimo maialino servito su una base di riso a forma di fiore.







Pane al vapore (ricette con il Bimby)


Ingredienti
150 g di acqua
15 g di lievito di birra
250 g di farina
1 cucchiaino di sale
olio, per oliare q.b.
1500 g di acqua


Preparazione
1. Mettere nel Bimby acqua e lievito, scaldare: 2 min./37°/vel. 1.
2. Aggiungere la farina, il sale e impastare: 2 min. e 30 sec.
Togliere l'impasto e infarinarlo per togliere l'umidità in eccesso.
3. Formare una palla e mettere a lievitare in una piccola zuppiera ben oleata (di una forma che possa essere messa nel recipiente del Varoma), coprire con un tovagliolo. Lasciar lievitare in un luogo caldo per 1 ora, finché l'impasto non è raddoppiato di volume.
4. Versare l'acqua nel boccale, mettere la ciotola con l'impasto nel recipiente del Varoma, posizionare il Varoma e cuocere: 45 min./Varoma/vel. 1.
5. Lasciare raffreddare e tagliare il pane in fettine sottili di 1 cm.








Sushi e sashimi
Probabilmente questa è una delle preparazioni "più estreme" della cena, più lontana dai nostri gusti e sapori per l'utilizzo di ingredienti che a noi non sono consoni come le alghe nori essiccate, il pesce crudo, la salsa di soia, il wasabi. Ma è anche un tipo di cibo che non poteva mancare in una cena così impostata. Gli ospiti, superando alcune barriere, sembrano avere gradito!

Procedimento per la cottura del riso
La prima fase, indubbiamente fondamentale, è la cottura del riso.

Per 4 persone

Prendete 200g di riso a chicco corto e sciacquatelo in acqua fredda, cambiando l'acqua più volte finché sarà trasparente. A questo punto scolatelo in un colino e lasciatelo riposare almeno 1 ora.
Mettete il riso in una casseruola abbastanza profonda ed aggiungete 2,5 dl di acqua. Considerate che serve sempre il 15% di acqua in più rispetto al riso.
Coprite la casseruola con un coperchio e fate bollire a fuoco vivace per 5 minuti. Abbassate quindi la fiamma al minimo e lasciate cuocere il riso senza togliere il coperchio per 15 minuti. Il riso è pronto quando l'acqua sarà assorbita.
Togliete dal fuoco e lasciate riposare, sempre coperto, per 15 minuti. Mescolate al riso 8 cucchiaini di aceto di vino bianco (o di aceto di riso), 4 cucchiaini di zucchero ed un cucchiaino di sale. Trasferite il riso in una ciotola grande, versatevi sopra il liquido all'aceto appena preparato ed amalgamate con una spatola bagnata senza schiacciare. Coprite la ciotola con un panno da cucina umido e lasciate raffreddare completamente.





Preparazione del sushi
Stendere un foglio di alghe nori su un piano asciutto (l'alga non ama per niente l'acqua). Meglio su una stuoietta di bambù che sarà utile anche per chiudere il rotolo. Stendere lungo il lato corto del foglio una striscia di riso sulla quale adagiare il contenuto (personalmente ho usato tonno e salmone con degli spinaci o la stessa alga nori, ed in più ho fatto una versione con zucchina e carota scottate per chi proprio non voleva osare). Coprire con un altro strato di riso. Con la stuoietta far avvolgere l'alga attorno al riso. Tagliare l'eccesso e sigillare umidificando leggermente l'alga per farla aderire bene. Fare assestare prima di tagliare il rotolo così ottenuto in cilindri di 3-4 cm di altezza.
In alternativa si possono tilizzare i comodi "sushi maker" che creano automaticamente la forma cilindrica col riso che poi verrà avvolto nell'alga (probabilmente in un post successivo illustrerò per bene tutto il procedimento). Una versione l'ho preparata con i semi di sesamo all'esterno invece che con l'alga, con il cuore di tonno.








L'altra preparazione invece prevede di preparare dei "mattoncini" di riso sui quali adagiare del pesce fresco. Personalmente ho usato dei gamberetti scottati un secondo in aqua bollente cui, incidendo per il senso della lunghezza, ho fatto arricciare la parte anteriore e del salmone affumicato.








Palline fritte di patate dolci (100 ricette cinesi)

Ingredienti per 4-6 persone
450 g di patate dolci
100 g di farina di riso
50 g di zuchero di canna
20 d si semi di sesamo
abbondante olio

Mettete le patate in una casseruola, coprite con acqua fredda e portate ad ebbollizione.
A questo punto abbassate la fiamma e cuocete per circa 20 minuti le patate. Scolatele, sbucciatele e passatele nello schiaccapatate. Incorporate la farina di riso e lo zucchero ed amalgamate bene il composto con un cucchiaio di legno. Con le mani umide, prelevate piccole quantità di composto formando delle palline delle dimensioni di una noce; passatele nei semi di sesamo, ricoprendole completamente. Fate scaldare abbondante olio nel wok o in una padella per fritti, immergetevi le palline poche alla volta e cuocete fino a quando saranno dorate. A mano a mano che saranno pronte mettetele a perdere l'unto di cottura su carta assorbente da cucina. Servite ben calde.
Ho preferito accompagnarle con del miele sciolto.









Bicchierini di budino alla vaniglia e mousse di cachi

Per il budino ho utilizzato la ricetta della pannacotta alla vaniglia di Giselè del forum della Cucina Italiana:
Ingredienti
500 g di panna liquida
125 g di zucchero
160 g di latte
vanillina
7 g di colla di pesce

Far bollire la panna con il latte e lo zucchero con gli aromi e, una volta fatto bollire, togliere dal fuoco ed aggiungere la colla di pesce precedentemente ammollata nell'acqua fredda!Versate nei bicchierini e fare raffreddare, quindi mettere in frigo per almeno tre ore.

Per la mousse ho usato quella di Santin

Mousse di cachi
Ingredienti
500 gr. di panna montata
500 gr. di cachi
5 gr. di pectina
260 gr. di zucchero
il succo di ½ limone.

Pelare i cachi e assaggiarli scartando quello che dovesse allappare. Raccoglierli in una pentola di rame con lo zucchero e la pectina e cuocere per 12 minuti calcolando il tempo dall’inizio dell’ebollizione. A fine cottura completare con il succo di limone e Lasciar raffreddare completamente la composta prima di amalgamarvi delicatamente la panna montata. Conservare in frigorifero.
Quando la pannacotta si è rappresa, con una sac à poche ho messo la mousse di cachi e riposto in frigo fino al momento di servire.


Questa volta abbiamo rivolto il nostro sguardo verso Oriente, chissà la prossima volta dove guarderemo...

Anna Luisa e Fabio

martedì 24 novembre 2009

Cena orientale-prima parte








A volte ci capita di attraversare un periodo esterofilo durante il quale diamo la precedenza alla cucina straniera rispetto a quella italiana. Credo che questa "voglia" di cucina estera si possa semplicemente tradurre in una voglia di partire alla scoperta di Paesi non ancora visitati, oppure in un desiderio di rivedere posti che ci hanno colpiti in maniera particolare. Sicuramente quando facciamo un viaggio, cerchiamo anche di allontanarci dai soliti percorsi turistici per scoprire la vera anima del posto che visitiamo; luoghi non battuti dai turisti, ma che sovente si rivelano essere più affascinanti di quelli "pubblicizzati". Per carpire la vera anima dei luoghi che visitiamo, cerchiamo di venire il più possibile a contatto con gli abitanti e le loro abitudini di vita, rimanendo sempre affascinati da mille sfaccettature. La cucina racconta tanto dei Paesi che si visitano, ed è per questo che proviamo praticamente tutto, tornando a casa la maggior parte delle volte con libri della cucina locale e prodotti tipici del posto. Purtroppo (anche se sarebbe bello) non sempre, o per meglio dire quasi mai, si ha la possibilità di preparare i bagagli all'improvviso e partire. E così cerchiamo di rivivere dei momenti trascorsi nei Paesi visitati rivedendo le foto che abbiamo scattato oppure riprovando sapori, che ahimè, per quanto si avvicinino, non sono mai uguali agli originali. E lo facciamo preparando un piatto particolare che ci ha colpiti, oppure, come è capitato l'altra sera, un'intera cena. La richiesta di organizzarla è stata espressamente fatta da una nostra amica, Annarita, la quale ci ha così riportato alla memoria la miriade di ricordi che abbiamo del nostro (per ora) unico viaggio in Oriente, a Taiwan. Abbiamo quindi preparato una cena a buffet, dall'aperitivo fino al dolce. E' così, frugando tra le pagine di libri di cucina orientale e prendendo qualche spunto da internet, abbiamo realizzato diversi piatti.

Il menù era così composto:
Snacks cinesi
Noodles con pollo, peperoni, ananas ed anacardi
Pollo al curry
Crocchette di pollo fritto con ketchup e salsa di soia
Tempura di gamberi
Riso alla cantonese
Insalata thailandese
Involtini primavera
Maialino in agrodolce (preparato dall'amica Rosaria)
Pane al vapore
Sushi e sashimi
Crocchette di patate dolci in semi di sesamo accompagnate dal miele
Bicchierini di budino alla vaniglia con mousse di cachi






Noodles con pollo, peperoni, ananas ed anacardi

Ingredienti
500g di petto di pollo a tocchetti
1/2 peperone rosso e 1/2 giallo
1/2 tazzina di vino bianco
2 fette di ananas
1 manciata di anacardi
sale
olio
salsa di soia

Tagliare a quadratini i peperoni. Far saltare nel wok fino a cottura e mettere da parte. Mettere il pollo nel wok mescolando continuamente, sfumare col vino bianco e far cuocere per 10 minuti. Aggiungere i peperoni, l'ananas tagliato a pezzetti e la manciata di anacardi. Amalgamare il tutto con la salsa di soia ed eventualmente aggiustare di sale. Nel frattempo, in acqua bollente salata, versare i noodles e far cuocere per 1 minuto e 1/2-2 minuti dalla ripresa del bollore. Separarli per bene con un forchettone. Scolare e versare nel wok mescolandolo col pollo e gli altri ingredienti a fuoco vivace. Servire caldo.







Pollo al curry (sale & pepe)

Ingredienti per 6 persone:
1 kg di petto di pollo a pezzi
20 g di burro
200 g di panna
2-3 cucchiai di yogurt bianco
una cipolla bianca
un trito di aglio, timo, alloro
un pizzico di cannella
macis in polvere
un cucchiaio di curry (mediamente piccante)
un bicchiere di brodo vegetale
30 di mandorle in scaglie
olio di semi
sale e pepe

Affettate sottile la cipolla e fatela soffriggere in un tegame antiaderente con il burro e 2 cucchiai di olio; aggiungere i pezzi di pollo e rosolateli girandoli da tutte le parti. Insaporite con sale, pepe, il trito aromatico, la cannella ed il macis.
Trasferite i pezzi di pollo in un tegame di coccio, mettetelo su fuoco basso, unite la panna e lo yogurt e fate prendere lentamente l’ebollizione. Evitate di alzare troppo la fiamma altrimenti la panna formerà dei piccoli coaguli.
Scaldate il brodo in un tegame a parte, aggiungete il curry e fatelo sciogliere bene. Versate metà del brodo sul pollo, mescolate, lasciate riprendere il bollore e proseguite la cottura versando man mano il brodo rimanente.
Dopo 15-20 minuti assaggiate, regolate di sale e completate con le scaglie di mandorle; mescolate ancora e continuate la cottura per altri 5 minuti: la carne dovrà restare tenerissima ed il sugo abbondante e molto saporito.
A fine cottura scolate i pezzi di pollo in un recipiente fondo da portata e teneteli in caldo. Mettete di nuovo la salsa sul fuoco basso e lasciatevela finché risulterà un po’ addensata, poi versatela molto calda sulla carne. Servite subito.







Crocchette di pollo fritto con ketchup e salsa di soia

Ingredienti
2 confezioni di crocchette di pollo già impanate
ketchup
salsa di soia
olio

Friggere le crocchette per il tempo indicato sulla confezione in abbondante olio. Servire con una salsa ottenuta aggiungendo un po' di salsa di soia al ketchup. Mangiare calde.








Tempura di gamberi

Ingredienti
Una vaschetta di gamberi sgusciati, ma con la coda
150 g di farina
150 g di farina di riso
1 cucchiaino di bicarbonato
300 ml di acqua ghiacciata

Mescolate le farine ed il bicarbonato ed aggiungete l'acqua fino ad ottenere una pastella densa. Immergetevi i gamberi e friggete per 1-2 minuti. Salate e pepate.








Riso alla cantonese (Enciclopedia della cucina internazionale)

Ingredienti per 4 persone
300 g di riso basmati
150 g di prosciutto cotto in una sola fetta
200 g di piselli sgranati
2 cucchiai di olio di semi
2 uova
sale e pepe

Lavate il riso sotto l'acqua corrente. Versatelo in una casseruola coprendolo con 1,5 cm di acqua sopra il livello del riso; salate e ponete sul fuoco per 15  minuti. Tagliate il prosciutto a dadini e sbollentate i piselli in acqua salata. Scolate il riso e tenetelo da parte.
Scaldate il wok e rosolate nell'olio il prosciutto per pochi istanti, unite i piselli, il riso, sale pepe e le uova leggermente sbattute. Mescolate per rompere la frittata che si andrà formando. Servite caldo.


E per dovere di cronaca c'erano anche gli snacks...







...e l'insalata thailandese (già pronti)!

                                                        

(Fine parte uno. A presto con la seconda parte...imperdibile!)

Fabio e Anna Luisa

mercoledì 18 novembre 2009

Vitigni d'autunno

Qualcuno di voi già lo saprà, una delle mie passioni maggiori è senza dubbio la fotografia. Mi piace fotografare un po' di tutto, ma prediligo la fotografia naturalistica. E così che una mattina, dopo aver visto che le previsioni del tempo sono buone, preparo la mia borsa con tutta l'attrezzatura, imposto il TomTom ("benedetto" TomTom) in direzione Solopaca, in provincia di Benevento e via! Vi domanderete perché proprio Solopaca. Tutta questa zona del beneventano è ricca di vigneti. E' proprio da qui che provengono le note Falanghina e Aglianico che sovente accompagnano i pasti di campani e non. Vini corposi e saporiti. Ma anche se siamo in periodo di vino novello, non è esattamente questo il motivo che mi spinge in queste zone. La cosa che mi affascina maggiormente sono i colori che prendono in questa stagione le foglie della vite. Si va dal giallo intenso, all'arancio fino al più corposo rosso, come il colore del nettare che si estrae da queste uve. La giornata promette veramente bene. Il cielo è terso, la temperatura è gradevole e già assaporo di trascorrere una piacevole giornata da solo, in mezzo alla natura, per stradine di campagna, io e i vitigni. Non arrivo neanche a Benevento (ecco ora spiegato l'antico nome Maleventum...) che un bel nebbione mi accoglie a braccia aperte. Come sempre cerco di trovare l'aspetto positivo, penso a quel po' di nebbiolina tra i filari che rende il tutto ancora più suggestivo. Per fortuna si tratta di una leggera foschia ed il Sole sembra voler far capolino. Inizio così a fare alcuni scatti e mi inoltro in zone a me assolutamente sconosciute alla ricerca di vitigni rossicci da fotografare. Ad un bivio mi inerpico per una stradina e faccio una sosta per fotografare un interessante vitigno. Quando sto per andare via, alla ricerca di un altro posto, il Sole tanto atteso mi da il buongiorno, ed invece di andare via, torno a fotografare il tutto con una luce diversa e sicuramente migliore mentre l'ultima nebbia si dirada dalle montagne circostanti. Appagato degli scatti fatti, torno in macchina e...sorpresa. Il "benedetto" TomTom, (che incautamente avevo lasciato collegato all'accendisigari), ha letteralmente prosciugato la batteria dell'auto...E così (anche se non era esattamente come avevo immaginato) mi ritrovo davvero solo, io e le vigne, in mezzo alle campagne. Chiamata l'assistenza stradale non è per niente facile spiegare dove mi trovo. In che comune sarò??? Almeno "l'amico" Tommy mi dice il nome della strada. In mezz'ora passa una sola macchina a cui chiedo dove mi trovo. Riesco così a fornire le indicazioni al soccorso stradale che mi viene a recuperare facendo partire di nuovo l'auto. Nell'attesa del carro attrezzi...continuo a scattare con indosso il mio bel giubbottino giallo fosforescente ultimo grido... Che spavento! Già mi vedevo dover trascorrere ore e ore in attesa di qualcuno, ma non ho escluso scenari peggiori, andando dal rapimento, al sequestro, non escludendo nemmeno l'omicidio. Il furto dell'auto l'ho escluso, tanto non sarebbe mai partita. Il tizio dell'assistenza è una persona molto gentile e mi da anche delle indicazioni su dove trovare una zona interessante per le mie fotografie.  Mi dirigo così a Torrecuso dove in effetti ci sono altri bei filari ad attendermi. Ovviamente non posso spegnere la macchina, quindi non mi posso allontanare troppo dalla stessa, non posso fermarmi a mangiare o a fare "altro". Ma qualche altro scatto ne viene fuori. Messo in memoria un altro tot di Mb, faccio ritorno a casa.
Qui posto solo alcuni dei miei scatti, gli altri li potete vedere sul nostro fotoalbum:
http://fotoalbum.alfapics.it/ nella sezione "Varie"->Vitigni d'autunno

Fabio

























































martedì 17 novembre 2009

Sapori a stelle e strisce: i blueberry muffins!






Fin da quando ero piccola ho avuto una vera e propria passione per gli Stati Uniti. Probabilmente per tutti i telefilm che guadavo da bambina e che mi tenevano incollata innanzi alla TV ad ammirare quel mondo che mi sembrava perfetto. Crescendo ho capito che tale perfezione non esiste, ma devo dire che ogni qualvolta torno negli States me ne innamoro sempre di più, sia per i posti bellissimi che ci sono, sia per le persone splendide che vi abitano.
La prima volta siamo andati a New Haven nel Cunnecticut per il matrimonio di un mio cugino (solo di 11° grado). Quella volta fummo ospiti dei suoi genitori, che ci trattarono veramente bene e che soprattutto ci permisero di entrare in uno dei telefilm della mia infanzia. La loro casa era bellissima, su tre piani con una cucina enorme, di cui mi è rimasto impresso il frigorifero, a due ante, con dispenser del ghiaccio, insomma, il classico frigorifero americano e non per caso l'ultimo giorno cedetti alla tentazione e mi scoprirono a fare una ripresa a quell' "oggetto del mio desiderio".
In ogni telefilm americano che si rispetti non può mancare il momento della colazione, quando tutta la famiglia è riunita attorno alla tavola, su cui appaiono cibi dolci e salati insieme. Anche se successivamente mi sono adeguata alla "american breakfast", ormai abitudine quando c'è negli alberghi in cui soggiorniamo durante i nostri giretti, quella volta mi orientai verso i dolci che ci venivano proposti, per cui alle uova strapazzate con bacon e canadian ham, preferivo french toasts, donuts, ma soprattutto i muffins, in particolare i blueberry muffins. Questi dolcetti così ben lievitati, dal sapore di vaniglia e di mirtilli, con quelle bellissime fasce viola/blu che comparivano quando si spaccavano, mi sono rimasti nel cuore tanto che quando si parla di muffins, mi viene spontaneo pensare a questo tipo in particolare ed altrettanto spontaneamente mi è venuto in mente di prepararli quando Fabio, di ritorno al supermercato, mi ha portato una vaschetta di mirtilli neri freschi (ma probabilmente era un messaggio per me: "voglio i muffins ai mirtilli!"). E così, da un mix di casualità per un ingrediente trovato per caso ed un sacco di ricordi "made in USA", sono nati i miei blueberry muffins.





Blueberry Muffins

Ingredienti per 6 muffins:
250 g di farina
100 g di zucchero
1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia
1/2 bustina di lievito in polvere per dolci
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di ammoniaca
2 uova
50 ml di olio di riso
2 vasetti di yogurt bianco
1 vaschetta di mirtilli neri





Miscelare in una ciotola tutti gli ingredienti secchi. In un'altra ciotola mescolare le uova con lo yogurt e con l'olio. Preriscaldare il forno a 170°C funzione ventilato. Aggiungere gli ingredienti umidi a quelli secchi e mescolare giusto per ottenere un impasto umido, anche se con dei grumi. Aggiungere i mirtilli interi. Disporre i pirottini da muffins nello stampo e riempirli per i 2/3. Infornare e cuocere per 30-35 minuti, trascorsi i quali è consigliabile fare la prova stuzzicadenti e verificare la cottura dei muffins. Servire sia caldi che freddi.

Anna Luisa


giovedì 12 novembre 2009

Arrosto di tacchino alla melagrana






L'arrosto è un piatto importante che spesso è presente nelle occasioni speciali. Solitamente lo si ritrova nel menu delle festività o comunque nei pranzi domenicali. Ricordo quando ero piccola e vedevo mia madre e mio padre che si impegnavano insieme a legare l'arrosto. Ricordo il suo profumo una volta rosolato e poi sfumato con il vino rigorosamente rosso. Ricordo che la carne si doveva raffreddare del tutto prima di essere tagliata, altrimenti si sarebbe rotta e le fette non sarebbero venute "belle". Ricordo il sugo di cottura che veniva filtrato e poi frullato. Ed infine ricordo quando arrivava il piatto in tavola con tutte quelle belle fette, accompagnato dalla salsina ed il tutto contornato spesso da patate. Erano i giorni di festa, quelli in cui, forse perchè si aveva più tempo per seguire la cottura della carne, forse perchè non si poteva mangiare la solita fettina cotta sulla piastra, si cucinava l'arrosto. Questo piatto sicuramente non veniva quindi preparato in un giorno qualsiasi della settimana. Oggi invece senza alcuna festa o ricorrenza particolare, ho deciso di preparare un arrosto. In realtà sto già pensando al pranzo di Natale e sono certa che sia stato questo il motivo che mi ha indotta a preparare questo piatto. Avevo due melagrane in casa e così ho deciso di preparare l'arrosto di Gata del blog "Quaderno di ricette". L'unica modifica che ho apportato è stata di sostituire la carne di manzo con un bel cosciotto di tacchino che ho disossato e legato come un arrosto.
Il tutto è stato accompagnato da funghi al forno.




Arrosto di tacchino alla melagrana con funghi

Ingredienti
Un cosciotto di tacchino
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
2 melagrane
1/2 bicchiere di vino rosso
1 bicchiere di brodo
olio
sale
500 g di funghi orecchioni
origano


Fare rosolare nell'olio la cipolla e l'aglio tritati, eliminarli ed aggiungere il cosciotto alzando il fuoco e facendolo rosolare bene da tutti i lati. Sfumare con il vino rosso e farlo evaporare cuocendo il cosciotto per circa 20 minuti, unendo il brodo poco alla volta. Aggiungere il succo delle melagrane ottenuto mettendo i chicchi nello schiacciapatate, la cipolla e l'aglio soffritti, salare e proseguire la cottura per altri 15 minuti. Finire di cuocere l'arrosto in forno a 180°C per 30 minuti, coperto con la carta alluminio.
Nel frattempo pulire i funghi, tagliarli a pezzi ed infornare anche'essi dopo averli conditi con sale, olio ed origano. Cuocerli per circa 45 minuti.
Tolto l'arrosto dal forno, lasciarlo avvolto nell'alluminio finché non si sia completamente raffreddato. Tagliarlo a fette ed accompagnarlo con il fondo di cottura filtraro e frullato.
Di certo oggi non è domenica, ma dal profumo che c'era in casa, sembrava veramente un giorno di festa!

Anna Luisa


domenica 8 novembre 2009

Grazie 1000...e baccalà alla napoletana






Vi diciamo "grazie mille", perché oggi è un mese esatto che è nato il nostro blog e abbiamo superato i 1000 contatti. Sarà molto, sarà poco? A noi non interessano i numeri, ma ci sembra tantissimo e per questo vi ringraziamo anche solo per essere passati a dare una sbirciatina. Grazie per il sostegno e per l'affetto dimostratoci.
Crediamo che non ci sia modo migliore di dirvi grazie che quello di lasciarvi una ricetta della nostra tradizione.






Il baccalà a Napoli è di casa. Fa parte della nostra tradizione culinaria da sempre. Era un alimento ricco che costava poco, quindi si mangiava tutto l'anno, non solo nel periodo natalizio. Anche oggi è così, e i tanti negozi che vendono solo baccalà ne sono la conferma, ma durante le festività natalizie c'è un vero e proprio boom nei consumi, e piaccia o non piaccia su ogni tavola partenopea fa la sua bella presenza la sera della Vigilia. E così da alimento povero si trasforma in uno dei prodotti più cari e ricercati. Il pezzo migliore e più saporito è il cosiddetto "mussillo", il filetto alto, candido, dalla consistenza soda e carnosa.
Anche se a Napoli dare del "baccalà" a qualcuno non è esattamente un complimento, noi vi diamo la nostra ricetta del "Baccalà alla napoletana". E' un piatto semplice da preparare, ma gustoso.
Gli italiani sono tra i maggiori consumatori di questo prodotto, sia sotto forma di baccalà che di stoccafisso, ma pare che i campani siano i maggiori consumatori in Italia. Il baccalà viene preparato in tanti modi diversi. Un modo molto semplice di servirlo, ma non per questo meno gustoso, è fritto. I pezzi di baccalà vengono infarinati e fatti sfrigolare nell'olio bollente per pochi minuti. Una delizia per il palato. Un altro modo "classico" di prepararlo è con la ricetta che oggi vi proponiamo, cioè con pomodorini ed olive in tegame rigrosamente di coccio.




Baccalà alla Napoletana
Ingredienti:
1 Kg di baccalà
600 g di pomodorini,
150 g di olive nere (di Gaeta preferibilmente)
1 peperoncino
1 spicchio d'aglio
olio
Lavate il baccalà, fatelo a pezzi e mettetelo da parte. Fate soffriggere nell'olio l'aglio ed il peperoncino, aggiungete i pomodori e cuocete per 10 minuti. Unite il baccalà e le olive (se preferite snocciolate) e cuocete  per 30 minuti circa. Servite caldo.




Anna Luisa e Fabio

La crostata di mele e mandorle è di Adriano Continisio

Perchè oggi 8 novembre 2009 molti food bloggers e forumisti pubblicano in contemporanea questa ricetta?
Per solidarietà con Adriano Continisio che l'ha inventata e pubblicata sul suo blog già nel 2007.

Riassumendolo in pochissime parole, questa manifestazione vuole porre l'attenzione prima di tutto sulla necessità di un comportamento corretto per chi usa la rete nei confronti di chi pubblica materiale. Spesso si sceglie di mettere a disposizione il proprio materiale o lavoro con una licenza che permette di usarlo a condizione che se ne citi la fonte e questo è già un dono, a nostro avviso. Si dice a chi legge: puoi gratuitamente utilizzare il materiale, puoi prenderlo, ma devi specificare che è mio e dire dove l'hai preso. Non è chiedere molto!
Altra importante condizione è che il materiale non venga usato a scopo di lucro.
Quando tutte e due le condizioni non vengono rispettate è evidente che la cosa è ancor più grave.

Questa volta è capitato ad Adriano, ma nel tempo è già capitato ad altri. Creare un tam tam è forse il primo di tanti passi per avversare il fenomeno, perciò ci siamo uniti e oggi pubblichiamo con il nome del suo autore la ricetta e la foto della crostata che ognuno di noi ha preparato.


E' ora che tutti sappiano di chi è la farina e pure il sacco!!!!!








LA CROSTATA DI MELE E MANDORLE E' DI ADRIANO CONTINISIO



Ingredienti:
400 gr pasta frolla*,
4 mele grandi (ca. 600gr al netto degli scarti),
80 gr di zucchero,
4 cucchiai di amaretto di saronno,
succo di mezzo limone,
poca cannella in polvere.

massa di mandorle:
120 gr uova intere,
60 gr zucchero,
50 gr farina di mandorle,
15 gr farina di mais fioretto,
15gr di fecola,
un pizzico di sale,
estratto di mandorle.
una manciata di mandorle a lamelle,
sciroppo di zucchero,
marmellata di albicocche.

Procedimento
Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.
Foderare uno stampo da 26 cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso).
Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto.
Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti.
Infornare a 170° per ca. 20 minuti.
All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.
Pubblicato da Adriano domenica 23 settembre 2007 alle 9.02


Per chi non conosce l'antefatto la storia è su Profumo di Lievito, il blog di Adriano.


Dal post di Adriano i seguenti chiarimenti sul dolce.

Quanto conservare la crostata
Adriano: la marmellata fa da parziale barriera, ma la frolla tende ed assorbire l'umido delle mele. Una giornata regge. La farcia è morbida e la copertura inizialmente croccante, poi si ammorbidisce.

Come ottenere lo sciroppo a 30° be per lucidare la torta
Adriano: per lo sciroppo: versare 100 gr di acqua in un pentolino, aggiungere 135 gr di zucchero semolato, portare ad ebollizione, poi lascia reffreddare.

Le uova come sono pesate?
Adriano: le uova vanno pesate senza guscio.


*Per la pasta frolla
Adriano: la mia ricetta è questa, dividete per 4 o 5.
1000 gr farina 0 biscotto (in alternativa 900 gr 00 e 100 gr fecola di patate), 500 gr burro appena morbido, 250 gr zucchero a velo (200 se utilizziamo il miele), 200 gr uova intere (oppure 150 gr uova e 50 gr di miele d’acacia se vogliamo una frolla morbida), 6 gr di sale sciolto in 20 gr di succo di limone, 6 gr di lievito istantaneo (se utilizziamo farina normale), zeste grattugiate di un limone, 1 cucchiaino di essenza di vaniglia.
Per ulteriori spiegazioni cliccare su La pasta frolla perfetta di Adriano.

La crostata di mele e mandorle di Adriano Continisio